1.Peter G. Kirchschläger, 49, eticista sociale, Università di Lucerna, Svizzera
Nel dicembre 2018dichiarava che la Chiesa cattolica presentava un problema irrisolto in materia di diritti umani, concernente l’impossibilità dell’ordinazione sacerdotale per le donne. Egli sosteneva addirittura che lo Stato «non potesse distogliere lo sguardo», ma fosse anzi tenuto a esercitare pressioni sulla Chiesa su questo tema. Alla tesi secondo cui le donne insoddisfatte della dottrina cattolica possano lasciare la Chiesa, rispose: «Sarebbe come proteggere il colpevole».
2.Kathryn A. Koch, 45, finanza di Wall Street
Kathryn Koch ha lavorato per vent’anni presso Goldman Sachs Asset Management, divenendo partner e guidando il settore delle azioni pubbliche con un volume di circa 300 miliardi di dollari.
Nel 2015, Koch è stata nominata «Young Global Leader»dal World Economic Forum.
Dal 2024, Koch è membro del consiglio di amministrazione del Nasdaq, dove ricopre anche il ruolo di presidente del comitato per la remunerazione dei dirigenti.
3.Paolo Foglizzo, 61, direttore della rivista «Aggiornamenti Sociali», fondata dai gesuiti, Italia
Foglizzo ha partecipato sia alla Sinodo dei giovani del 2018 sia alla Sinodo sulla sinodalità 2023–24. È stato membro del gruppo di lavoro che, nell’aprile 2023, ha preparato l’«Instrumentum laboris».
In numerosi articoli, ha sostenuto la necessità di una «trasformazione delle strutture e delle istituzioni in chiave sinodale».E: «La Chiesa si sente chiamata a essere uno spazio di inclusione senza barriere di accesso».
Nel 2021, dichiarò che «vaccinarsi» costituiva un «dovere di fraternità» e una responsabilità etica per il bene comune.
4.Joseph Jeyaraj Swaminathan SDB, sacerdote indiano, Pontificia Università Salesiana di Roma
Nel 2021, Swaminathan ha cofirmato uno studio che presenta positivamente elementi della spiritualità indiana come risorse per comprendere il fiorire umano, tra cui Ātman, Brahman, Dharma e le tre guṇa – sattva, rajas e tamas.
Egli descrive come «verità suprema» dell’Advaita Vedānta il fatto che lo spirito umano (ātman) si unisca allo spirito divino (brahman). Inoltre, afferma che «il fine ultimo di ogni essere umano consiste nel realizzare questa unità».
Lo studio definisce la prospettiva trascendentale dell’India come «la forma più elevata di benessere», descrive la spiritualità indiana come un cammino che conduce alla consapevolezza del «Santo» e della «connessione con il Divino», e illustra lo yoga, la meditazione e la preghiera come pratiche spirituali raccomandate.
5.Peter Klasvogt, 68, sacerdote tedesco, rettore del Campo Santo Teutonico
Dopo la manipolativa studio tedesco sugli abusi, il parroco Klasvogt ha definito una riforma strutturale della Chiesa come «assolutamente necessaria», ponendo l’accento su potere, morale sessuale e ministero sacerdotale. Sebbene non fosse membro con diritto di voto della Sinodo tedesca, ha sostenuto il processo e in seguito ha esortato: «Osate una maggiore sinodalità!».
Nel suo libro pubblicato nel 2022«Berufung in Gefahr», il parroco Klasvogt sostiene che «in cielo non ci saranno più sacerdoti, almeno non in virtù del loro ufficio».
Egli spiega che la Chiesa potrebbe sviluppare nuovi ministeri per uomini e donne, anche con «imposizione delle mani e preghiera», e suggerisce che forme storiche di «quasi-poteri vescovili femminili» potrebbero essere rivitalizzate in una veste modificata. Nell’introduzione da lui cofirmata, Klasvogt e i suoi coautori affermano che i concetti ecclesiastici riguardanti le donne, il sacerdozio, il corpo e la morale sessuale «devono essere riesaminati con disponibilità al cambiamento».
6.Clemens Sedmak, 55, teologo laico austriaco, insegna presso l’Università di Notre Dame, Indiana
In unvideo del 2025, Sedmak ha esortato le parrocchie ad accogliere le coppie omosessuali «con le loro forme di vita». Ha lodato la «fedeltà» di tali relazioni e il fatto che le coppie «rimangano unite» anche in tempi difficili.
Sedmak ha inoltre approvato con favore l’attenzione verso gli studenti transgender presso l’Università di Notre Dame, affinché «si sentano accolti».
Per quanto riguarda i cattolici divorziati e risposati, Sedmak si è richiamato a «Amoris Laetitia» e ha citato l’esempio di un uomo cattolico credente, la cui moglie lo aveva lasciato dopo 34 anni di matrimonio e che ora intraprende una nuova relazione con un’altra donna. L’uomo si troverebbe così in una «situazione irregolare». Sedmak ha sottolineato la misericordia e l’unicità della sua situazione, affermando: «L’ideale è un faro, non un tribunale». Quando ha affrontato la necessità di «attenersi alla verità», ha citato Bruno Forte: la verità non è qualcosa che i cristiani possiedono, ma «qualcuno che ci possiede».
7.Emmanuel Katongole, 65, sacerdote ugandese, professore presso l’Università di Notre Dame, Indiana
Katongole sostiene che il cristianesimo «deve riscoprire e costruire sul patrimonio religioso delle religioni originarie africane».
Egli afferma di aver riscoperto «le ricche risorse delle spiritualità africane native» e di propugnare un ritorno a «Dio, tra noi e con la Terra». Dopo la sua nascita, il suo cordone ombelicale fu sepolto sulla terra tribale della sua famiglia, poiché «nella cosmologia africana ogni essere vivente è connesso al mondo degli antenati».
Ha accolto con favore il legame stabilito da Papa Francesco tra cultura indigena ed ecologia.
8.Lucy Afandi Esipila, Kenya
Lucy Esipila è una convinta sostenitrice dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: nel 2020, in un’intervista a Caritas Africa, dichiarò che la Chiesa aveva «interiorizzato gli obiettivi» degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, descrivendo gli sforzi per mobilitare la rete di Caritas, composta da 372 diocesi e 15.000 parrocchie, al fine di promuovere l’Agenda 2030.
In una dichiarazione di Caritas Africa del 2025 firmata da Esipila, si chiede la cancellazione del debito affinché i governi possano aumentare le spese per le donne, inclusa la «miglioramento dell’assistenza sanitaria riproduttiva». La dichiarazione chiede inoltre una riforma dell’«architettura finanziaria globale» e un quadro ONU globale per la regolamentazione del debito.
In senso più ampio, Esipila si è impegnata a favore di un’agenda economica fortemente redistributiva, che includa una tassazione progressiva, un sistema universale di sanità e istruzione pubblica gratuite, misure antidiscriminatorie e una riforma dell’architettura finanziaria internazionale.
9.Caren Rodrigues, indiana
È attivamente impegnata nel movimento «Economy of Francesco» di Papa Francesco, che mira a un «nuovo modello economico globale» incentrato sull’ambiente, i lavoratori e la giustizia per i poveri. Selezionata tra i delegati originari e come «Life Economists», è stata borsista di ricerca dell’Accademia dell’EoF, rappresentante del polo indiano e coordinatrice della ricerca, nonché, nel 2024, una dei soli 34 membri dell’assemblea rappresentativa che hanno incontrato Papa Francesco a Roma.
10.Omer S. Combary, Burkina Faso
Omer Souglimpo Combary è un professore burkinabé di economia dello sviluppo. Le sue recenti ricerche sono strettamente allineate con l’agenda globale sul cambiamento climatico e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
Omer Combary è stato uno dei due principali ricercatori dello studio di base del 2018 in Burkina Faso, finanziato dalla Banca Mondiale, per l’iniziativa «Sahel Women Empowerment and Demographic Dividend» (SWEDD). SWEDD non era semplicemente uno studio sulla povertà. La Banca Mondiale descrive il progetto come un’iniziativa volta a ridurre le disuguaglianze di genere attraverso «il miglioramento dell’accesso alle informazioni sulla salute riproduttiva e ai contraccettivi».
11.Francesco Coluccia, 53, sacerdote italiano, esorcista, psicologo e bioeticista
Sostiene una posizione «pro-life»: ha collaborato strettamente con il movimento italiano «Movimento per la Vita», ha guidato la preghiera durante la sua assemblea in Vaticano nel 2025, ha pubblicato nel 2026 un libro sul movimento e si impegna per la santità e la dignità della vita umana dal concepimento alla fine naturale.
12.Jacqueline Remond, australiana
Remond lavora presso l’Australian Catholic University nel campo dell’ecologia integrale.
Nel 2006 ha seguito una formazione come «Climate Change Leader» con Al Gore e successivamente ha tenuto conferenze sul programma climatico di Gore nella regione australiana di Kimberley. Dal 2007 al 2017 è stata direttrice nazionale di «Catholic Earthcare Australia» e cofondatrice del «Global Catholic Climate Movement», oggi noto come «Laudato Si’ Movement».
È una delle nomine più emblematiche, che riflette la continuità dell’era di Francesco. Il suo impegno pubblico si concentra prevalentemente su politica climatica, «Laudato si’», «conversione ecologica» e l’integrazione di misure ambientali in tutte le istituzioni cattoliche.
Remond promuove una spiritualità ecologica sacralizzata. In un’intervistaa Vatican News del 2023, ha esortato i cristiani a stringere «parentela con l’acqua», a «udire il pianto» e «il canto» dell’acqua, a invitare le persone a «cantare questo canto insieme all’acqua», e ha descritto come l’umanità entri in una «comunità sublime» con la creazione, concludendo: «Dio è in tutto questo».
AREAM SUAM
Le recenti nomine di Leone XIV.: WEF, Agenda 2030 e «Le donne devono diventare sacerdotesse»
Übersetzt aus dem Deutschen durch KI
Papa Leone XIV. ha nominato dodici nuovi consiglieri per il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Leone XIV. sta occupando l’apparato socio-politico della Santa Sede prevalentemente con personalità anticattoliche.