Nel 1980, la Francia contava 38.876 sacerdoti. Nel 2024, il loro numero era sceso a 12.590, con un calo del 68 per cento. I soli sacerdoti diocesani sono diminuiti da 31.481 a 9.095. Il numero delle parrocchie si è ridotto ancora più rapidamente, passando da 38.391 a 10.925, con una contrazione del 72 per cento. I battesimi dei bambini e quelli complessivi sono precipitati da 513.501 a 186.165. I matrimoni religiosi sono scesi da 217.479 a 40.678. La quota dei cattolici battezzati nella popolazione è passata dall’84,7 al 74,9 per cento. Le religiose professe sono diminuite da 87.044 a 17.452. I seminaristi maggiori sono scesi da 1.278 a 1.075.
Gli unici aumenti degni di nota hanno riguardato i diaconi permanenti (da 108 a 3.147), un ordine che papa Paolo VI ripristinò nel 1967, e gli studenti degli istituti di istruzione cattolici (da circa 1,96 milioni a 2,23 milioni).
Queste eccezioni si accompagnano tuttavia allo svuotamento delle strutture parrocchiali e alla riduzione delle forze sacerdotali. In effetti, nei secoli passati e ancora nel 1980, la Francia formava un numero di sacerdoti sufficiente a inviarne alcuni all’estero come missionari. Oggi, invece, dipende dall’arrivo di ben oltre 1.000 sacerdoti stranieri per assistere il suo gregge sempre più esiguo.
Tuttavia, come è stato ampiamente rilevato e salutato con favore, le Chiese cattoliche di tutto l’Occidente hanno recentemente registrato un netto aumento dei battesimi di adulti e adolescenti, anche in Francia, dove nel 2026 oltre 21.000 persone sono entrate nella Chiesa.
Eppure, pur trattandosi di un segnale incoraggiante, i sociologi sottolineano che questo incremento delle conversioni, ai livelli attuali, rimane di gran lunga insufficiente a invertire il calo di lungo periodo dei battesimi dei bambini o a rinnovare le file del clero francese, sempre più anziano e numericamente ridotto. Nel 2024, il totale dei battesimi era ancora ben al di sotto della metà del dato del 1980, mentre la pratica regolare della fede e la trasmissione intergenerazionale della dottrina cattolica non hanno ancora conosciuto una ripresa sufficiente.
In controtendenza, crescono gli istituti tradizionalisti
Eppure, mentre negli ultimi decenni la carenza di sacerdoti ha imposto accorpamenti parrocchiali e chiusure di chiese su vasta scala, un rapporto di Infovaticana del marzo 2026 sui dati delle vocazioni rivela che gli istituti tradizionalisti e le comunità legate alla Messa tradizionale in latino mantengono un rapporto tra seminaristi e sacerdoti più elevato rispetto alla maggior parte delle diocesi e degli ordini religiosi più antichi, i cui tassi di ricambio nell’Europa occidentale stanno ormai raggiungendo, purtroppo, livelli che ne prefigurano l’estinzione.
Questo evidente contrasto ha indotto alcuni osservatori a sostenere che la continuità liturgica e dottrinale sia correlata alla crescita e alla vitalità istituzionale.
La Francia, storicamente definita la «figlia primogenita della Chiesa», presenta oggi una Chiesa più piccola, più anziana e più dipendente dal clero proveniente dall’estero e da una minoranza di parrocchiani impegnati. Le statistiche vaticane odierne mettono in netta evidenza la portata di questo ridimensionamento.
Resta aperta la questione se le incoraggianti tendenze delle conversioni degli adulti e dell’interesse dei giovani possano arginare il declino nei prossimi anni, mentre l’antipapa Leone XIV si appresta ad arrivare la prossima settimana per la sua visita apostolica.