Secondo le informazioni contenute in un nuovo rapporto, la nostra indignazione non solo era giustificata, ma aggiungerei che non eravamo abbastanza indignati.

Ricordate quando i nemici modernisti e liberali di Cristo deridevano i cattolici indignati per lo spettacolo della Pachamama a Roma, definendoli allarmisti? Come ci veniva detto che le statue scolpite installate nei giardini del Vaticano erano solo «simboli di vita», «espressioni della cultura indigena» o gesti innocui di «dialogo con il creato»?

Ebbene, pensate un po': secondo un nuovo rapporto di Infovaticana, la nostra indignazione non solo era giustificata, ma oserei dire che non eravamo abbastanza indignati.

Nuove rivelazioni provenienti dal Sud America suggeriscono che la storia di Pachamama sia ben più oscura della narrazione accuratamente costruita che è stata presentata al mondo durante i controversi eventi che hanno circondato il Sinodo dell’Amazzonia nel 2019.

Più si approfondisce il culto di Pachamama, più diventa difficile mantenere l'illusione che si tratti semplicemente di un'innocente venerazione della natura. Continuano ad emergere prove che dimostrano che l'universo religioso che circonda Pachamama è legato non solo alla superstizione, ma anche a rituali che implicano sangue, morte e offerte fatte a poteri che si ritiene risiedano nel sottosuolo.

Nel marzo 2024, un tribunale di La Paz ha condannato due uomini in relazione alla scomparsa e alla morte di una giovane donna, Shirley HRA, una madre di due bambini di 25 anni.

Secondo l'accusa e le indagini della polizia, la donna è stata ingannata, drogata fino a perdere conoscenza e poi trasportata in una miniera nel comune di Palca. Lì è stata sepolta come offerta a Pachamama, la «Madre Terra», nella speranza che questo rituale portasse loro favore e prosperità.

Non si trattava di speculazioni da parte di stranieri ostili, ma della spiegazione ufficiale accettata dal tribunale: un essere umano è stato offerto in sacrificio.

La brutalità di questo caso contrasta fortemente con il discorso romantico utilizzato dagli usurpatori anticattolici a Roma e dai loro scagnozzi per giustificare tali pratiche. Nel caso di questa giovane vittima, nessuna venerazione poetica per la natura, nessun folklore incantevole, nessun rituale innocuo. C'era solo una giovane madre trasformata in oggetto di sacrificio per un rito pagano.

Ancora più inquietanti sono le testimonianze che lasciano intendere che tali atti non siano semplici crimini isolati.

In articoli pubblicati dai media boliviani, specialisti dei rituali, chiamati yatiris, hanno descritto apertamente come i sacrifici umani possano essere ancora praticati in certi contesti, in particolare nelle miniere e nei grandi cantieri edili.

Secondo queste testimonianze, la vittima può essere drogata fino a perdere conoscenza; una volta conclusa la cerimonia, il corpo viene sepolto affinché la sua anima rimanga a vegliare sul luogo.

Gli storici delle religioni andine spiegano che la credenza alla base di questi riti è che la persona sacrificata diventi un protettore spirituale del luogo.

Se devo spiegarvi perché questo è orribile per ogni vero cattolico, allora siete in errore e fate parte del problema.

Queste pratiche spesso si sovrappongono a un'altra figura venerata nelle regioni minerarie della Bolivia: un essere sinistro noto come «El Tío», che si ritiene regni sul mondo sotterraneo delle miniere.

I minatori depongono offerte a questa figura — alcol, foglie di coca, sigarette e talvolta sangue di animali — poiché credono che vegli sulla loro sicurezza e sulla ricchezza dei filoni minerari.

In alcuni casi istruiti dalla procura, sarebbero stati ritrovati dei corpi in contesti che evocano offerte rituali legate a queste credenze. Lo schema è di una costanza inquietante: il sangue, la terra, gli spazi sotterranei e un essere soprannaturale che si ritiene ricompensi coloro che lo nutrono.

È proprio per questo che la polemica sulla Pachamama del 2019 non può essere considerata un malinteso o una reazione eccessiva. In occasione del Sinodo sull’Amazzonia, alcune statue raffiguranti la Pachamama sono state collocate durante alcune cerimonie nei giardini vaticani, per poi comparire nelle chiese di Roma.

Ai fedeli che protestavano veniva spiegato che queste figure non erano idoli, ma rappresentavano la vita, la fertilità o i popoli amazzonici. Tuttavia, le prove che emergono oggi dalle indagini, dalle testimonianze e dai casi penali dimostrano che il contesto religioso che circonda la Pachamama non è un semplice folklore benevolo, ma un contesto apertamente demoniaco e satanico, che include sacrifici umani.

Ma ecco cosa voglio che ricordiate di queste informazioni.

In primo luogo, si tratta dello stesso tipo di individui che occupano illegalmente il Vaticano e le istituzioni della Chiesa cattolica. Uomini così malvagi da aver permesso all’avatar scolpito di demoni assetati di sangue di entrare nel cuore stesso della Chiesa di Cristo, e che poi vi hanno tacciato di essere di vedute ristrette e di eccessivo fanatismo religioso per esservi indignati.

In secondo luogo, secondo la loro logica, questa religione non solo è benvenuta alla tavola sinodale ecumenica satanica, ma questa falsa religione di sacrifici umani è anche una delle numerose vie divinamente sancite verso Dio.

Infine, cercare l'approvazione di questa progenie sinodale, voler essere in comunione con essa, o pensare che debba legittimarvi prima che possiate essere cattolici, è diabolicamente surreale.

Affermare che questa sia la Chiesa fondata da Cristo, o che questi siano i successori dei santi Apostoli, è un grave insulto a Cristo, e se lo fate, dovreste farvi controllare la testa.