Una cerimonia sotto il segno dell'ambiguità
Il 13 giugno 2026, in Brasile ma all'ombra delle profezie di Fatima, la gerarchia romana si prepara a compiere un atto di un'ambiguità vertiginosa: l'elevazione agli altari del padre Nazareno Lanciotti. Per il Movimento Sacerdotale Mariale (MSM), è il riconoscimento di un martire. Ma per l'osservatore attento, questa cerimonia assomiglia al «bacio di Giuda»: un omaggio liturgico reso da un'istituzione che il missionario stesso, attraverso i messaggi del Libro Blu, indicava come infiltrata e deviata. Incoronando un denunciante, Roma cerca la conversione o tenta l'ultima manovra di recupero per disinnescare una verità diventata troppo bruciante?
Un missionario di fronte ai ‘lupi’
Nato a Roma nel 1940, Nazareno Lanciotti diventa missionario in Brasile. Nominato nel 1972 a Jaurú, nel Mato Grosso, trasforma questa regione diseredata in tre decenni, costruendo ospedali, scuole e centri di formazione, fondando cinquantasette comunità rurali centrate sull'adorazione eucaristica quotidiana.
Ma è un'altra battaglia che gli costerà la vita: Lanciotti si oppone frontalmente alle reti di narcotraffico e prostituzione che devastano la gioventù locale.
L'11 febbraio 2001, viene ucciso a colpi di pistola nella sua casa parrocchiale e muore il 22 febbraio, festa della Cattedra di San Pietro; un segno per colui che fu il direttore nazionale del MSM in Brasile e un difensore accanito dell'integrità del Vangelo.
Il «Libro Blu», una diagnosi chirurgica della crisi
Per comprendere la portata di questa beatificazione, è necessario tornare alla fonte: don Stefano Gobbi.
Nel 1972, a Fatima, il sacerdote italiano Stefano Gobbi riceve durante un pellegrinaggio ciò che descrive come locuzioni interiori della Vergine Maria. Questi messaggi non cesseranno fino al 1997 — venticinque anni di parole ricevute, annotate, diffuse, raccolte in ciò che diventerà uno dei libri spirituali più letti del XX secolo cattolico: A miei sacerdoti, figli prediletti del mio dolore — il Libro Blu.
Questo testo costituisce una diagnosi della crisi ecclesiastica di una precisione notevole, articolata intorno a tre temi principali:
La consacrazione della Russia: una richiesta senza risposta
Il 25 marzo 1984, Giovanni Paolo II consacra il mondo al Cuore Immacolato di Maria. La Russia non è nominata direttamente. Lo stesso giorno, il messaggio 287 del Libro Blu dichiara:
«Circostanze particolari non hanno ancora permesso la consacrazione esplicita della Russia che ho richiesto... questa consacrazione mi sarà fatta quando gli eventi sanguinosi saranno in piena via di compimento.»
Lanciotti diffonderà questi testi al prezzo di una viva ostilità istituzionale, rifiutandosi di credere che il semplice crollo del blocco sovietico fosse sufficiente a validare la promessa di conversione della Russia. È senza dubbio anche per questo che è stato strumentalizzato da Bergoglio, che lo ha dichiarato ‘Venerabile’ il 14 aprile 2025.
La massoneria ecclesiastica: il nemico interno
Nella trilogia di giugno 1989 — tre messaggi consecutivi che contano tra i più commentati del Libro Blu — Nostra Signora dispiega l'immagine delle due Bestie dell'Apocalisse (capitolo 13) per descrivere le forze all'opera contro la Chiesa:
La prima bestia è identificata con la massoneria — agisce dall'esterno, cercando di indebolire la Chiesa attraverso la cultura, la politica, la pressione sociale.
La seconda bestia è interna, la "massoneria ecclesiastica" — infiltrata tra la gerarchia, "fino alla sommità", portando le apparenze della pietà mentre lavora alla distruzione della fede.
«La Bestia con due corna, simile a un agnello, indica la massoneria infiltrata all'interno della Chiesa, cioè la massoneria ecclesiastica, che si è soprattutto diffusa tra i membri della Gerarchia. Questa infiltrazione massonica [...] vi è già stata predetta da me a Fatima, quando vi ho annunciato che Satana si sarebbe introdotto fino alla sommità della Chiesa.» (messaggio 406 del 13 giugno 1989)
È questa seconda Bestia che evoca il papa Benedetto XVI, il 13 maggio 2010, a Fatima: "Quanto alle novità che possiamo scoprire oggi in questo messaggio (il ‘Terzo Segreto’), c'è anche il fatto che non solo dall'esterno vengono gli attacchi contro il Papa e contro la Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono propriamente dall'interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa".
Il programma di questa infiltrazione è preciso: costruire un falso Cristo e una falsa Chiesa, promuovere un ecumenismo vuoto, giustificare il peccato attraverso la relativizzazione progressiva della morale cattolica, e svuotare l'Eucaristia del suo senso sacrificale e della sua realtà soprannaturale.
L'apostasia e l'abominio della desolazione
Il messaggio 362, datato 15 settembre 1987 — festa di Nostra Signora delle Doglie — porta una gravità che non è invecchiata:
«Piango perché la Chiesa continua sulla strada della divisione, della perdita della vera fede, dell'apostasia... l'uomo d'iniquità si stabilirà in essa, e l'abominio della desolazione entrerà nel santo tempio di Dio.»
Esattamente ciò a cui assistiamo dal 2013.
La scelta di una data altamente simbolica
L'accelerazione da parte di Leone XIV del processo di beatificazione pone domande. Perché questa fretta di onorare un sacerdote la cui cattolicità sembra agli antipodi dell'agenda di Querida Amazonia e della «Pachamamania» cara a Bergoglio e a Robert Prevost?
La scelta del 13 giugno non è affatto casuale.
È, ovviamente, la data della seconda apparizione della Cova da Iria, con la rivelazione del Cuore Immacolato di Maria ai tre bambini di Fatima.
Il motto del padre Nazareno non era forse «Cuore Immacolato di Maria, fiducia, salvezza e mia vittoria»?
Ma questa data è anche quella dell'apparizione del 13 giugno 1929 a suor Lucia a Tuy (Spagna), durante la quale Nostra Signora le chiede... la consacrazione della Russia!
«È venuto il momento in cui Dio chiede al Santo Padre di fare, in unione con tutti i vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato, promettendo di salvarla per questo mezzo.»
Come sappiamo, suor Lucia ha molto insistito su questo tema, scrivendo nel 1940: "Il Buon Dio promette di porre fine alla persecuzione in Russia, se il Santo Padre si degna di fare, e ordina ai vescovi del mondo cattolico di fare altrettanto, un atto solenne e pubblico di riparazione e consacrazione della Russia ai Santissimi Cuori di Gesù e di Maria, e se Sua Santità il papa promette, in cambio della fine di questa persecuzione, di approvare e raccomandare la pratica della devozione riparatrice dei primi cinque sabati del mese."
Una manovra di neutralizzazione a doppio effetto?
Non si può fare a meno di pensare che si tratti, come sempre da parte della massoneria ecclesiastica, di recuperare, disinnescare Fatima, di deviare il suo senso; ma in questo caso, c'è di più: sottolineando il fatto che la consacrazione operata dal papa Giovanni Paolo II era insufficiente, si mette in evidenza quella effettuata da ‘Francesco’ il 25 marzo 2022, nella festa dell'Annunciazione.
Tutto ciò suggerisce una tripla strategia:
• Disinnescare Fatima: Beatificando Lanciotti il giorno anniversario dell'apparizione di Tuy, l'istituzione pretende di aver finalmente chiuso il dossier Fatima tramite l'atto di pseudo-consacrazione di ‘Francesco’ nel marzo 2022, rendendo al contempo obsolete le critiche del ‘Libro Blu’.
• Premiare il MSM: Il silenzio persistente del movimento di fronte alla crisi di legittimità dell'attuale ‘pontefice’ romano, successore designato di un antipapa eretico, e di fronte alle derive dottrinali attuali, interroga. Un silenzio tanto più sorprendente in quanto la lettura del Libro Blu dovrebbe spingere i suoi membri a porsi alcune domande serie sulla concordanza tra gli avvertimenti del loro fondatore e gli sviluppi attuali. Questa beatificazione assomiglia molto a una «ricompensa» per la neutralità benevola dei suoi membri nei confronti del sistema vaticano.
• Fare un contrasto pastorale: Si tratta chiaramente di un'operazione di seduzione verso i cattolici «tradizionalisti» tentati dallo scisma della FSSPX, previsto due settimane dopo, il 1° luglio prossimo, mettendo al tappeto al tempo stesso le resistenze missionarie di fronte all'agenda amazzonica di Roma.
Conclusione: L'omaggio che sigilla il silenzio
Beatificare il principale araldo brasiliano degli avvertimenti sulla "falsa Chiesa" è un colpo di maestro politico del Vaticano, una forma di bacio di Giuda ecclesiastico. Si abbraccia il santo per soffocare meglio il suo grido sotto il peso dei fiori e degli ornamenti liturgici. Privando il messaggio di Lanciotti della sua carica sovversiva, la gerarchia tenta di trasformare un avvertimento apocalittico in una devozione di vetro, inoffensiva e muta.
Eppure, il paradosso rimane e giudica coloro che lo organizzano: se il padre Nazareno è riconosciuto Beato avendo difeso e trasmesso le profezie del Libro Blu, coloro che oggi occupano i "primi seggi" si riconoscono implicitamente come i bersagli delle sue denunce. Ignorando il fondo del suo testimone, l'istituzione non fa che confermare l'apostasia che egli prediceva. Senza una resa totale alla Verità che il martire ha suggellato con il suo sangue, questa beatificazione non sarà che un'altra parodia in una Chiesa che suona disperatamente vuota, nonostante le folle di facciata.
NikoDemos