Icona della Beata Vergine Maria, Madre di Dio, con suo Figlio Gesù Cristo ArtMediaWorx/Shutterstock
Un gruppo internazionale di teologi ha scritto al cardinale Fernández chiedendogli di rispondere alla loro critica di un documento pubblicato dalla sua Congregazione lo scorso novembre, che mette in discussione l'uso dei titoli di "Corredentrice" e "Mediatrice di tutte le grazie" per la Beata Vergine Maria.
L'8 dicembre 2025, festa dell'Immacolata Concezione, i teologi hanno inviato al cardinale Fernández una critica di 23 pagine del documento, in cui denunciano "omissioni, minimizzazioni o, in alcuni casi, persino contraddizioni" dell'insegnamento cattolico su Nostra Signora.
Chiedono una "chiarificazione ufficiale" del testo per correggerne le "carenze".
Purtroppo, è improbabile che una tale chiarificazione arrivi.
Negli ultimi decenni, molti gruppi di cattolici hanno chiesto chiarimenti e correzioni al Vaticano, senza mai ricevere risposta.
Sono passati quasi dieci anni da quando quattro cardinali hanno presentato i loro dubia chiedendo una correzione formale di Amoris Laetitia, che permette a coloro che vivono in pubblico adulterio di ricevere la Santa Comunione senza emendarsi.
I cardinali non hanno mai ricevuto risposta da Francesco e, lungi dal correggere gli errori del suo predecessore, Leone XIV ha recentemente raddoppiato la posta.
Ha colto la festa di San Giuseppe come occasione per pubblicare una dichiarazione in cui elogia Amoris Laetitia come "un messaggio luminoso di speranza riguardo all'amore coniugale e alla vita familiare".
Sì, avete letto bene.
Leone XIV ha scelto la festa del grande patrono della castità matrimoniale per lodare un documento che permette agli adulteri di fare comunioni sacrileghe.
Nello stesso testo, ha annunciato di aver invitato i presidenti delle conferenze episcopali a Roma per un "discernimento sinodale" su "i passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie di oggi, alla luce di Amoris Laetitia".
Non c'è da stupirsi se un numero crescente di commentatori definisce Leone XIV "Francesco II".
Non c'è alcuna ragione per pensare che Leone XIV correggerà il documento blasfemo pubblicato dal cardinale Fernández.
Ma approfittiamo di questa occasione per ricordare ciò che la Chiesa cattolica insegna realmente sul ruolo di Nostra Signora come "Mediatrice di tutte le grazie".
Papa Pio IX ha insegnato che:
« Dio ha affidato a Maria il tesoro di tutti i beni, affinché tutti sappiano che per mezzo di lei si ottengono ogni speranza, ogni grazia e ogni salvezza. Poiché questa è la sua volontà, che noi otteniamo tutto per mezzo di Maria.»[1]
E ha affermato che, con Gesù, ella è «la Mediatrice e la Conciliatrice più potente del mondo intero».
Papa Leone XIII ha insegnato che:
«È per volontà di Dio che Maria è l'intermediaria attraverso la quale ci viene distribuito questo immenso tesoro di misericordie raccolte da Dio» e che «come nessuno va al Padre se non per mezzo del Figlio, così nessuno va a Cristo se non per mezzo di sua Madre.»[2]
In una delle sue numerose encicliche sul Santo Rosario, lo stesso papa ha insegnato che il potere che Dio «ha posto nelle sue mani è quasi illimitato» e che «tra i suoi molti altri titoli, la si saluta come ‘Nostra Signora, nostra Mediatrice’, ‘la Riparatrice del mondo intero’, ‘la Dispensatrice di tutti i doni celesti’.»[3]
E rivolgendosi a Nostra Signora, ha ripreso un'antica preghiera:
«Nessuno, o Madre di Dio, ottiene la salvezza se non per mezzo tuo; nessuno riceve un dono dal trono della misericordia se non per mezzo tuo.»
Nel 1921, papa Benedetto XV ha autorizzato una Messa e un Ufficio di Nostra Signora sotto il titolo di Mediatrice di tutte le grazie e ha permesso che una festa fosse celebrata in suo onore. Questo papa ha insegnato che «l'autorità di Maria presso suo Figlio è tale che tutte le grazie che Egli concede agli uomini passano attraverso la sua distribuzione e il suo riparto.»[4]
E che:
«Ogni tipo di grazia che riceviamo dal tesoro della Redenzione ci viene amministrata, per così dire, per mano della stessa Vergine Addolorata.»[5]
Il suo successore, papa Pio XI, ha insegnato che «tutto ci viene dall'Onnipotente Dio per mano di Nostra Signora.»[6]
E in almeno tre documenti diversi, si è riferito a Maria come «la tesoriera di tutte le grazie presso Dio.»[7]
I papi della Chiesa cattolica insegnano che Nostra Signora è la "Mediatrice di tutte le grazie".
Nessun documento del cardinale Fernández potrà mai cambiare questa verità.
Riferimenti
[1] Papa Pio IX, Ubi Primum
[2] Papa Leone XIII, Octobri Mensis
[3] Papa Leone XIII, Adiutricem
[4] Papa Benedetto XV, Fausto Appentente Die
[5] Papa Benedetto XV, Inter Sodalicia
[6] Papa Pio XI, Ingravescentibus Malis
[7] Papa Pio XI, Galliam, Ecclesiae filiam (1922); Exstat in civitate (1924); Cognitum sane (1926)