Leone XIV aveva annunciato con grande entusiasmo l’incontro di Roma, da lui fortemente voluto in occasione del decimo anniversario di Amoris laetitia. Tutto era stato organizzato con cura: incontro rigorosamente a porte chiuse, invito di cardinali favorevoli ai matrimoni omosessuali e simultanea esclusione degli oppositori, divieto di divulgare notizie ai giornalisti sui contenuti delle discussioni. Ogni decisione era stata presa con oculatezza e in perfetto stile staliniano. Molti si sono rammaricati per l’assenza di un grande esperto in matrimoni omosessuali, come padre James Martin.

Mentre l’incontro procedeva come previsto, ecco il colpo di scena: durante l’Angelus Leone XIV dava una notizia «shock», annunciando un urgente intervento chirurgico su Amoris laetitia, affetta da un nodulo maligno nel capitolo VIII, proprio quello dove si permette di dare la comunione a ogni tipo di coppia convivente. Il mondo e rimasto con il fiato sospeso, e molti cattolici hanno pregato il Signore per la pronta guarigione dell’ammalata.

L’operazione veniva effettuata nell’Aula Paolo VI dal noto primario del Vaticano prof. Robert Francis Prevost, coadiuvato da vari medici e anestesisti, tra cui Tucho Fernández e Blase Cupich. L’intervento è perfettamente riuscito, e non sono state asportate solo le note 336 e 351, dove si annidava il tumore maligno, ma anche tutto il capitolo VIII.

L’esito dell’operazione veniva comunicato dal card. Tagle durante la messa di chiusura, dove annunciava il completo ristabilimento dell’Esortazione Apostolica, presentata ormai come un prontuario per la famiglia cristiana virtuosa, al punto da far impallidire anche la Sacra Famiglia di Nazaret. In questo “Elogio della famiglia cristiana”, la «carità domestica» veniva esaltata in tutte le sue sfaccettature, dalla castità alla preghiera assidua, dalla fedeltà eroica al riconoscimento di «scuola degli affetti». Il Mulino Bianco si riservava la facoltà di usare il testo per i suoi spot pubblicitari sulla “famiglia felice”, che si nutre di biscotti farciti di amore e gioia.

Durante il briefing serale del 14, i vari medici, tra cui il card. Cabrera Herrera e mons. Scicluna, confermavano l’esito felice dell’operazione, che si è conclusa senza complicazioni. Adesso il capitolo VIII verrà sottoposto a ulteriori esami istologici, per eventuali terapie a cui sottoporre Amoris laetitia.

Visto che il 19 marzo Leone XIV aveva presentato Amoris laetitia come «un luminoso messaggio di speranza», auguriamo alla convalescente Esortazione Apostolica una lunga vita e un luminoso avvenire.

 Antonio Romano