Avevamo ragione: era un atto dovuto.

«Chiunque può fare una denuncia su qualunque cosa», spiega a UCCR il promotore di giustizia del Vaticano, Alessandro Diddi, «ma da qui a dedurre che la mera apertura di un fascicolo sia qualcosa di considerevole è un’illazione».

Di cosa stiamo parlando?

 

Andrea Cionci e l’esposto in Vaticano

Torniamo per un attimo all’esposto che nel 2024 lo scrittore Andrea Cionci ha presentato presso il tribunale del Vaticano.

Con esso denunciava la bizzarra tesi sulla “sede impedita” di Benedetto XVI, la presunta invalidità della sua rinuncia e del pontificato di Papa Francesco.

Recentemente lo stesso Diddi aveva risposto negativamente alla richiesta di Cionci di poter accedere agli atti, motivando il rifiuto con il fatto che le indagini fossero in corso.

Questa semplice e ovvia risposta è stata usata da John-Henry Westen, direttore del portale “LifeSiteNews” e portavoce dello scomunicato Carlo Maria Viganò, come un evento epocale.

«Se il mio fosse davvero uno psico-thriller o una fantasiosa costruzione», aveva affermato lo stesso Cionci, «perché il Vaticano avrebbe aperto un fascicolo e condotto un’indagine che dura da un anno?!».

 

La replica di UCCR: atto dovuto

Stupiti da questa interpretazione, UCCR aveva replicato all’autore di “Codice Ratzinger” spiegando le basi del diritto: si trattava di un semplice atto dovuto.

A seguito di un esposto formale, l’apertura di un fascicolo e lo svolgimento di indagini è una prassi ordinaria, indipendente dal valore del contenuto dell’esposto stesso.

 

Se è follia, perché il Vaticano indaga?

Andrea Cionci aveva reagito irritato al nostro articolo: «Questi di UCCR stanno insultando la magistratura vaticana», ha detto.

«Se era una bizzarra teoria come il Codice Da Vinci, perché ci hanno messo un anno di indagini preliminari? Perché non l’hanno ancora archiviata?»1.

E ancora: «Se fosse cospirazionismo, come dice UCCR, l’indagine sarebbe chiusa da un pezzo»2.

In più occasioni, inoltre, lo stesso scrittore e critico d’arte ha ricordato con orgoglio che Diddi lo ha interrogato “per quattro ore”, sottolineando l’alta professionalità e la serietà del giurista: «Che non si tratta di un atto dovuto è dimostrato dall’interrogatorio dello scorso anno!».

sede impedita vaticano

 

Le critiche a UCCR sono state curiosamente intervallate agli interessi più politici di Cionci.

E’ passato, ad esempio, dal “conclave subito!” alla “remigrazione subito!”, dalla sponsorizzazione di petizioni sulla “sede impedita” di Ratzinger a quelle promosse da esponenti dell’estrema destra (per usare un eufemismo), dalle prove dell’antipapato di Leone XIV basate su pizzi, funerali, stemmi e merletti a messaggi poco ratzingeriani verso chiunque voti a sinistra.

sede impedita vaticano

 

Il promotore di Giustizia: “Illazioni”

Pur consapevoli del segreto istruttorio abbiamo voluto chiedere un chiarimento direttamente al Promotore di giustizia del Vaticano Alessandro Diddi, ordinario di Procedura penale presso l’Università della Calabria.

Ciò che ci ha potuto riferire sulla vicenda è ben poco, ma comunque sufficiente.

Dopo avergli illustrato le reazioni alla sua comunicazione circa l’apertura di un fascicolo, il pm vaticano ci ha confermato che, dopo la presentazione di un esposto, l’indagine è «un’attività fisiologica».

Perciò, «che si debbano trarre delle considerazioni da questo non è corretto».

Ci ha anche fornito un esempio illuminante: «Se uno presenta una denuncia dicendo che i marziani fanno un attentato al papa, io ho l’obbligo giuridico di aprire un fascicolo. La legge mi impone di farlo anche per le cose più infondate».

Il promotore di giustizia tiene però a precisare che non intende rilasciare nessun commento sul contenuto delle indagini, né in positivo, né in negativo.

Vuole solo ribadire che accreditare automaticamente un valore al contenuto di un esposto -qualunque esso sia- solo dall’apertura di un fascicolo e dalla durata delle indagini «è un’illazione».

Rispetto al motivo per cui le indagini stiano durando da un anno, si può intuire facilmente.

Il tribunale vaticano ha molto lavoro e ci sono vari casi sul tavolo, decisamente più urgenti.

Tuttavia, l’intenzione è chiudere a breve ed affrontare la vicenda con la massima serietà, com’è normale che sia per qualunque tribunale.

 

Se il Vaticano archivia, che si fa?

In Vaticano avrebbero quindi aperto un fascicolo per qualunque denuncia formale, anche sulle scie chimiche o sugli alieni che attentano al papa, secondo l’esempio fatto dal promotore di Giustizia.

Nessun “riconoscimento implicito”, nessuna svolta storica, nessuna conferma della “sede impedita”. Dire altro è manipolare la realtà.

E se mai l’intera questione venisse archiviata, cosa dirà Andrea Cionci?

A quale forza oscura ricorrerà John-Henry Westen, direttore di “LifeSiteNews”? Quale stratagemma escogiteranno gli youtubers ed i canali di controinformazione che diffondono tali tesi?

C’è chi dice che applicheranno alla sentenza del tribunale vaticano lo stesso metodo usato per interpretare la Declaratio di Ratzinger, rintracciando cioè un codice segreto nascosto fra le righe per forzare una conclusione opposta a quanto ci sarà scritto.

Non ci crediamo, ma staremo a vedere.