VoiSammaritani adorate ciò che non conoscete; noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza è dai Giudei. Ma verrà il tempo, anzi è già venuto, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; sono wqueste infatti le adoratori che il Padre cerca. (Gesù alla Samaritana al pozzo in Giovanni 4:22-23)

Rispondendo Nicodemo dissegli: «Come può ciò essere?». Gesù replicò: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità ti dico: noi parliamo del nostro e testimoniamo di ciò che abbiamo veduto, ma voi non accettate la nostra testimonianza. Se vi parlo di cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò di cose celesti? (Gesù a Nicodemo, dottore della Legge in Giovanni 3:9-12)

Un modo per comprendere l'adorazione «in Spirito e Verità» potrebbe essere questo: adoro Dio convinto nel mio intimo che Dio debba essere adorato dopo aver contemplato la Verità che Dio è, verità esterna a me stesso.

In quest'atto di adorazione la mia anima riconosce e riflette la Verità che Dio è, ordinando così l'anima del credente alla volontà divina. «Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.» (Matteo 6:10)

Sapere che Dio è Verità è essenziale per rifletterlo, per rendergli la nostra volontà. Gesù indica questo «sapere» sia nella storia della donna al pozzo sia nella storia di Nicodemo che lo visita di notte.

Due eventi immagini negative l'uno dell'altro...

Nicodemo viene di notte, la donna incontra Gesù a mezzogiorno. Nicodemo è un uomo rispettabile, la donna un individuo disprezzato e di nessuna importanza sociale. Nicodemo interroga Gesù con cautela, la donna accetta gli insegnamenti di Gesù meravigliata che Egli le rivolga persino la parola! La donna accetta cose celesti come l'acqua che placa ogni sete, Nicodemo deve fare uno sforzo mentale per capire questo «nascere di nuovo». La donna si arrende alla grazia ma Nicodemo, dottore della Legge, vuole assicurarsi. Non riesce ancora a fidarsi del tutto.

Quest'uomo viene a Gesù di notte

C'era un uomo dei farisei, chiamato Nicodemo, capo dei Giudei; questo venne di notte a Gesù e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può fare questi segni che tu fai, se Dio non è con lui.» (Giovanni 3:1-2)

«De noche, todos los gatos son pardos» («Di notte, tutti i gatti sono grigi», dice un vecchio proverbio spagnolo. La confusione è una proprietà dell'oscurità perché i nostri occhi sono fatti principalmente per la luce del giorno. Quando camminiamo di notte dobbiamo essere più vigili perché le cose potrebbero non essere ciò che sembrano.

Nicodemo non è geloso delle meravigliose opere di Gesù. Il dottore della Legge non è contaminato dal «lievito dei farisei e dei sadducei» e può vedere le opere di Gesù avere origine divina. Allo stesso tempo, è un uomo rispettabile, parte dell'establishment religioso. È influenzato da coloro che lo circondano e ciò lo porta al dubbio. Ma stasera è venuto alla «luce» che è Gesù.

«Chiunque fa il male odia la luce, non viene alla luce perché le sue opere non vengano smascherate. Ma chi opera secondo la verità viene alla luce, perché appaia che le sue opere sono state fatte in Dio.» (Giovanni 3:20-21)

Gesù rivela la sua vera identità e missione alla donna al pozzo. Questo è un presagio delle cose future: il Messia illuminerà prima le nazioni e solo più tardi – ai tempi finali – brillerà su Israele. I primi saranno gli ultimi. (Matteo 20:16) La donna al pozzo rappresenta le nazioni gentili sotto il sole, pronte a ricevere il messaggio di Cristo, pronte ad essere conquistate da Cristo. Nicodemo rappresenta Israele, eclissato dai poteri di questo mondo, sfinito dai giusti castighi di Dio, esiliato tante volte, oppresso da così tanti falsi capi, cieco alla stessa visita del loro vero Signore e Re.

Gesù ha riservato qualcosa di speciale per Nicodemo.

«Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico: se uno non nasce di nuovo, non può vedere il regno di Dio.» (v. 3)

«In verità, in verità ti dico: se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio.» (v. 5)

««E il giudizio è questo: la Luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non vengano smascherate. Ma chi opera secondo la verità viene alla luce, perché appaia che le sue opere sono state fatte in Dio.» (vv. 19-21)

Nicodemo se ne andò quella notte con molto «cibo per la mente», ma quest'ultimo consiglio ai vv. 19-21 deve avergli mostrato che i suoi compagni religiosi erano effettivamente malvagi. Gesù stava smascherando le opere dei capi religiosi di quel tempo. Nicodemo stava iniziando a «venire alla luce» guidato dall'amore della verità che aveva raccolto da anni di lettura della Legge di Dio.

Nicodemo era – per quanto possiamo dire – un uomo perbene. Ma non poteva salvarsi da solo. Aveva bisogno di «acqua e Spirito» e aveva bisogno di «nascere di nuovo» – in altre parole aveva bisogno di grazia e dei sacramenti che stavano entrando nel mondo ai suoi tempi. Aveva bisogno che le sue opere fossero rivelate avvicinandosi alla Luce del Mondo ora seduta di fronte a lui.

Il fardello dato alla donna al pozzo sembra una brezza rispetto al pesante fardello posto ai piedi di Nicodemo. Pesanti sono le responsabilità poste a coloro che già conoscono Dio. Molti altri secoli sarebbero trascorsi per Israele dopo aver rifiutato il dolce, leggero giogo di Gesù. Un giorno – non troppo lontano nel futuro – Israele emergerà dalle ombre per incontrare il Maestro, Gesù di Nazareth. Lì e allora Israele scoprirà la missione nascosta per loro fin dai tempi antichi, così Nicodemo potrà cantare come Simeone, sacerdote di Dio:

«perché i miei occhi han visto la tua salvezza,

preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti

e gloria del tuo popolo Israele.»

(Luca 2:29-32)

Muro del Pianto, Gerusalemme — Gustav Bauernfeind (XIX secolo)