Ancora un patetico tentativo dei falsi cardinali bergogliani per cercare di imborgliarvi e rappezzare la impossibile legittimità canonica di Bergoglio. Il gioco si articola sulle due fasi previste dalla votazione conclavaria: prima si fa il conteggio del numero totale delle schede, e poi lo scrutinio, cioè la lettura dei nomi sulle stesse e il conteggio dei voti per i candidati.

Antonio Socci scrisse nel 2014 un best seller che fece parlare di sé, “Non è Francesco”, contestando la legittimità dell’elezione di Bergoglio. Si era basato su un episodio raccontato nel libro di Elisabetta Piquet “Francesco, vita e rivoluzione”. Bergoglio sarebbe stato eletto alla quinta votazione della giornata (la sesta complessiva), mentre il regolamento prevede al massimo quattro scrutini al giorno.

Infatti, durante il conteggio di una votazione erano state trovate due schede attaccate l’una all’altra, quindi una scheda in più rispetto al numero degli elettori. I cardinali avevano annullato quello scrutinio, bruciato le schede e proceduto immediatamente a un nuovo voto.

Secondo Socci, questo non era permesso dalle norme e avrebbe reso l’intero procedimento nullo per vizio di forma. Infatti, prescrive l’art. 69 della Universi Dominici Gregis, che se in fase di scrutinio di trovano due schede attaccate una all’altra, la votazione non deve essere annullata. Se una scheda è compilata e l’altra è bianca, si conta l’univo nome che compare. Se compaiono due nomi diversi su ciascuna scheda si azzerano entrambi.

Secondo Socci, dato la votazione era stata annullata andando contro l’art. 69, per conseguenza l’elezione di Bergoglio non è mai esistita giuridicamente.

Una tesi assolutamente inconsistente, perché all’art. 68 della Universi si specifica chiaramente che se la scheda in più viene trovata in fase di conteggio, (come pure aveva spiegato la Piquet), la votazione deve essere annullata. Conta poco che le schede fossero attaccate l’una all’altra, ciò che importa è che la scheda in più sia stata trovata in fase di conteggio e non di scrutinio. Quindi l’elezione di Bergoglio non sarebbe certo stata intaccata da questa faccenda della “quinta votazione irregolare” che, pure, aveva fatto parlare molto di sé, all’epoca, gettando delle ombre sulla legittimità canonica di Bergoglio.

Così, oggi, i falsi cardinali bergogliani hanno trovato il modo di “metterci una pezza” a posteriori rimettendo in piedi la pietosa scenetta della doppia scheda. Neanche se le fornissero spalmate di Vinavil, queste benedette schede. Ecco cosa racconta, circa il conclave 2025, la Piquet nel suo nuovo libro “L’ultimo conclave” (traduciamo dallo spagnolo): “Incredibilmente, succede la stessa cosa che accadde nella quinta votazione del conclave del 2013, proprio come scrissi nel mio libro sull’elezione di papa Francesco. Al momento del conteggio , c’è qualcosa che non torna: invece di 133 schede, ce ne sono 134!

Il terzo scrutatore, il cardinale Filoni, verifica e informa gli altri cardinali dell’errore. Subito dopo, il cardinale Parolin, seguendo la costituzione, dichiara nullo lo scrutinio, senza leggere nessuno dei nomi sulle schede, che verranno bruciate senza essere aperte alla fine della votazione pomeridiana.

Come accadde nel 2013, due schede sono rimaste attaccate…In questa occasione sappiamo il «colpevole»: il cardinale spagnolo Carlos Osoro Sierra, arcivescovo emerito di Madrid —che compirà ottant’anni appena otto giorni dopo—, riconosce pubblicamente di aver sbagliato depositando involontariamente la sua scheda attaccata a un’altra. Molto imbarazzato, chiede perdono agli altri cardinali e chiede due nuove schede”.

Visto? Dovevano replicare la sceneggiata per ribadire al pubblico che l’annullamento della quinta votazione del 2013 era stato in fase di conteggio e quindi era assolutamente legittimo. Una pietosa manovra per manipolare le coscienze, ma ormai messa in campo oltre il tempo massimo. La questione della sede impedita sta incendiando tutto il mondo.

Paradossalmente, il conclave del 2013 si svolse in modo perfetto, l’unico dettaglio che i golpisti non avevano considerato era che Benedetto XVI non era abdicatario, ma impedito. La sua Declaratio non è mai stata una abdicazione, è stata falsificata dal card. Tarcisio Bertone, allora segretario di Stato e da Mons. Giampiero Gloder, come ammesso da Mons. Gaenswein nel volume “Nient’altro che la verità”.

I due prelati sono stati interpellati con pubbliche petizioni da oltre 2000 fedeli e non hanno negato. Lo scrivente ha anche presentato un esposto presso il Tribunale penale vaticano e il Promotore di giustizia ha da poco reso noto che le indagini sono in corso, e almeno dal 12 aprile 2025, quando chi scrive fu interrogato come testimone.

Quindi, conclave abusivo convocato a papa impedito = Bergoglio antipapa. Prevost, eletto dai falsi cardinali creati dall’antipapa Bergoglio è anch’egli antipapa. Tutto quello che hanno fatto i due antipapi è nullo, non è mai esistito. Fine della questione.

Adesso toccherà depositare un esposto anche sull’episodio del falso cardinale Osoro Sierra, in modo che sia di ammaestramento per tutti coloro che vogliono continuare a prendere in giro i fedeli.

Intanto si invitano tutti i lettori a firmare la diffida collettiva alla Santa Sede. I veri cardinali, tenuti doverosamente dall’art. 3 UDG a intervenire per rimuovere l’antipapa Leone, non si rendono ancora conto del disastro finanziario a cui sta andando incontro il Vaticano quando gli Stati esteri concordatari recepiranno la dichiarazione autentica di Benedetto XVI: tutto nullo e invalido a partire dal 2013.  E ci saranno da restituire un bel po’ di soldini.

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