CUSCO, Perù — La scorsa settimana un alto funzionario vaticano ha partecipato a un rituale a Pachamama insieme a due vescovi cattolici.

Il rituale si è svolto il 13 agosto nel corso di una conferenza a Cusco, città peruviana delle Ande, promossa dalla Chiesa cattolica. L’evento anticipava la prevista visita di Papa Leone XIV nel Paese.

Secondo il quotidiano spagnolo InfoVaticana, la conferenza è iniziata con un rituale andino dedicato a Pachamama, che prevedeva l’uso di foglie di coca, offerte di cibo ed esercizi guidati di respirazione. Monsignor Jordi Bertomeu, sacerdote e canonista che opera nel Dicastero per la Dottrina della Fede e come commissario papale per i casi di abusi sessuali tra il clero, ha preso parte attiva all’evento. I video condivisi con InfoVaticana mostrano come Bertomeu abbia deposto foglie di coca tra le offerte rituali. Erano presenti anche monsignor Lizardo Estrada Herrera, segretario generale del CELAM (Consiglio episcopale latinoamericano e caraibico), e monsignor Miguel Ángel Cadenas di Iquitos, in Perù.

«Questo mese di agosto è molto speciale per noi, per la visione andina del mondo; è il mese della Madre Terra, che ci ama così tanto, che è tanto premurosa, che è tanto generosa, che ci dona il cibo», ha dichiarato una donna alla guida della cerimonia d’apertura rivolgendosi ai partecipanti.

Secondo Vatican News, l’incontro, intitolato «Intrecciare voci per la dignità: per i diritti umani e il bene comune», ha riunito i rappresentanti del cattolicesimo locale con «rappresentanti di organizzazioni sociali, popolazioni e comunità indigene, gruppi di base e difensori dei diritti umani provenienti da nove regioni del sud del Perù». Stando al resoconto, l’obiettivo era offrire «uno spazio per condividere esperienze provenienti da territori diversi, identificare sfide comuni e sviluppare proposte di risposta alle principali questioni di diritti umani che affliggono il Paese».

La cerimonia prevedeva la distribuzione delle foglie di coca ai partecipanti ed esercizi guidati di respirazione. Ai presenti veniva chiesto di chiudere gli occhi e riflettere sul proprio stato interiore prima di deporre le foglie in ciotole disposte su un altare a terra. «Vediamo come è il nostro stato interiore», ha spiegato la donna. «Questo corpo, questo corpo che abitiamo è terra, è territorio… Ringraziamo la terra in questo mese importante: le offriamo tre respiri nel momento in cui deponiamo [le foglie di coca]». Anche il cibo è stato presentato come offerta alla terra.

I vescovi non compaiono nel filmato delle offerte. Tuttavia, dalle immagini disponibili risulta chiaro che abbiano partecipato all’offerta piuttosto che limitarsi a osservarla. Il vescovo Estrada, vescovo ausiliare di Cusco, ha deposto la propria foglia di coca poco prima dell’ufficiale vaticano.

InfoVaticana ha sottolineato che nella cerimonia d’apertura registrata non sono state pronunciate preghiere, benedizioni o invocazioni di carattere cattolico.

Alla cerimonia ha fatto seguito il programma formale dell’incontro. Bertomeu ha riferito ai presenti riguardo alla sua inchiesta sulle accuse di abusi sessuali sistematici e corruzione all’interno del gruppo Sodalicio de Vida Cristiana in Perù; tale indagine ha portato allo scioglimento dell’organizzazione. InfoVaticana ha anche riferito che, al termine del suo intervento, Bertomeu ha consegnato la propria carta da visita e poi è uscito dal campo della telecamera.

L’incontro è stato presentato formalmente come iniziativa promossa dalla Chiesa in tema di dignità umana e bene comune.

«L’iniziativa è […] portata avanti quale percorso preparatorio alla visita di Papa Leone XIV in Perù, creando uno spazio di incontro tra Chiesa, organizzazioni sociali, difensori dei diritti umani e rappresentanti di territori diversi per raccogliere le loro voci e rafforzare gli impegni a favore della dignità umana e del bene comune», recita il resoconto di Vatican News.

Il comunicato ufficiale vaticano non ha menzionato né l’offerta rituale alla «Madre Terra», né la partecipazione di Bertomeu.

Bertomeu è stato criticato per la concentrazione di potere e il presunto bypassaggio delle procedure canoniche nel corso della sua indagine sul caso Sodalicio. Tra le accuse c’è anche quella di aver ottenuto da Papa Francesco un decreto di scomunica, poi revocato, nei confronti di giornalisti che lo avevano denunciato.

Il legame di Leone XIV con il caso Sodalicio risale ai suoi anni in Perù, ben prima della sua elezione a Pontefice. Egli ha personalmente richiesto a Bertomeu di completare lo scioglimento dell’organizzazione entro poche ore dal suo insediamento. Pur confermando la decisione di dissolvere il gruppo, Leone XIV ha sottolineato la necessità di giustizia per le vittime e di trasparenza istituzionale, senza tuttavia prendere posizione sulle controversie riguardanti il comportamento di Bertomeu.

Nel 1995, quando era ancora sacerdote agostiniano, don Roberto Prevost partecipò a un simposio teologico ufficiale a San Paolo del Brasile, la cui agenda comprendeva un rituale a «Madre Terra» dedicato a Pachamama. Le fotografie rese note da LifeSiteNews mostrano come lui stesso, inginocchiato tra i partecipanti, abbia preso parte alla cerimonia.