Mons. Strickland: Perché i leader della Chiesa continuano a sostenere l’agenda LGBT?
Perché tanti nella Chiesa, persino nelle più alte cariche, rifiutano di chiamare peccato la sodomia, mascherandola invece con termini come «ospitalità»?
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Perché tanti nella Chiesa, persino nelle più alte cariche, rifiutano di chiamare peccato la sodomia, mascherandola invece con termini come «ospitalità»?
A Mosca, lo scorso mercoledì, i commentatori Occidentali sono rimasti a dir poco a bocca aperta, se non presi da una vera e propria rabbia.
Essere «scritti nel sangue» significava (e significa ancora) fare qualcosa di vincolante. Dio stesso chiamò il Nuovo Testamento, scritto nel Suo sangue, un’alleanza eterna.
Prefette donne governano ora gli ordini religiosi e aiutano a scegliere i vescovi. A Maiorca la danza invade la liturgia dell’Assunzione mentre il Belgio invia a Roma un ambasciatore che marcia nel Pride.
Gli autori di titoli italiani hanno fatto ricorso così spesso a questa espressione che ormai risulta quasi stucchevole. Eppure, hanno colto qualcosa che molti commentatori cattolici preferiscono attenuare. In Vaticano è in atto un cambiamento strutturale, e Leo ha speso i primi quindici mesi del suo pontificato per renderlo duraturo.
Il sacerdote della canonica Lake Canyon John Mary Foster analizza le motivazioni dietro la propria scomunica e il rifiuto di appellarsi alla decisione
Riprendiamo questa intervista con padre John Mary Foster della Missione della Divina Misericordia in Texas, scomunicato per aver osato dichiarare Francesco e Leone usurpatori. È evidente che le sanzioni canoniche imposte a padre Foster e alla sua comunità non hanno alcun valore davanti a Dio, dato che l'attuale falso pontificato non ha legittimità e, di conseguenza, non ha potere.
La nuova regola romana sulla comunione è chiara: la rottura dottrinale merita dialogo e promozione, mentre i cattolici che custodiscono la Fede antica subiscono censure ed espulsione.
Il brevissimo pontificato di Giovanni Paolo I iniziava 48 anni fa dopo 4 scrutini. I cardinali erano entrati nella Sistina il giorno precedente, senza immaginare di entrarvi nuovamente in meno di due mesi.
Un officiale dottrinale del Vaticano ha offerto foglie di coca alla Madre Terra a Cusco. Francesco ne ha difeso gli idoli. Robert Prevost si è un tempo inginocchiato nel suo rito. I media vaticani hanno sepolto le prove.
Guardate il filmato prima di leggere un'altra parola.
Un passo di un celebre libro della dinastia Qing, scritto dal romanziere mancese Wen Kang (文康, attivo intorno al 1850), descrive i cattolici di oggi in Cina. «Cento volte piegati, ma mai spezzati (百折不撓)!»1
Sedere nella stanza con sacerdoti e suore cinesi è sempre un esercizio di paziente ascolto e di lettura tra le righe. A volte — non è tipico della cultura cinese parlare apertamente — qualcuno si esprime con franchezza. È allora che mi raddrizzo sulla sedia.
Ecco un riassunto conciso (384 caratteri): Basandosi sulle lettere di san Bernardo che difendono il diritto del papa Innocenzo II contro l'antipapa Anacleto (1130), Andrea Cionci traccia un parallelo con il 2013: Benedetto XVI non avendo rinunciato al "munus" petrino, il suo pontificato rimaneva valido. L'elezione di Francesco era quindi canonicamente nulla. Era, come Anacleto, e come lo è oggi l'antipapa Leone, suo successore, un usurpatore, poiché non può esserci più di un papa alla volta.
La Chiesa cattolica si è sempre distinta dagli altri corpi cristiani per la sua affermazione di possedere e di essere vincolata a un deposito di fede trasmesso dagli Apostoli. La Chiesa viene da Cristo, e la Chiesa non inventa, non revisiona, né vota sul suo Magistero, la sua applicazione autoritativa di quel depositum fidei. Essa riceve, custodisce e trasmette quella fede antica. La dottrina può svilupparsi nel senso descritto da San Giovanni Enrico Newman, crescendo in chiarezza e applicazione, come una ghianda diventa una quercia. Ma non può essere rinegoziata - o invertita! - dal sentimento della maggioranza o dall'entusiasmo contemporaneo.