Riproduciamo di seguito, per il loro grande interesse, due documenti del Padre Francisco José Vegara Cerezo, della Diocesi di Orihuela-Alicante (Spagna), di cui Prevost ha decretato la secolarizzazione senza possibilità di difesa né ricorso, «mediante una decisione suprema e inappellabile».
Prevost punisce Rev. Francisco José Vegara Cerezo…
Di norma non ripubblichiamo articoli sedevacantisti, che condannano indiscriminatamente tutto ciò che riguarda il “Novus Ordo” e il Concilio Vaticano II. Tuttavia, questo articolo ben documentato dimostra che la “misericordia” vaticana è giustamente apprezzata anche oltre i nostri confini...
La fede e la morale saranno insegnate e le decisioni sulla governance ecclesiale saranno prese non secondo una struttura gerarchica di autorità, bensì secondo un «processo sinodale».
«Poiché si sono introdotti tra voi certi uomini (iscritti già da tempo a questa condanna), empi, che volgono la grazia del nostro Dio in libertinaggio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo». (Gd 4)[1]
«Non sarà fuori luogo considerare l'antica tradizione, l'insegnamento e la fede della Chiesa Cattolica, che fu rivelata dal Signore, proclamata dagli Apostoli e custodita dai Padri. Su questa fede è costruita la Chiesa, e chiunque se ne allontanasse non sarebbe più cristiano né di fatto né di nome». (Sant'Atanasio, vescovo; Prima Lettera a Serapione)
L'annuncio della riduzione allo stato laicale di Padre Francisco José Vegara da parte del Vaticano scuote gli ambienti cattolici spagnoli. Dietro questa sanzione, si pone tutta la questione della libertà di parola all'interno della Chiesa.
UNA LETTERA SUL BLA-BLA SINODALE CHE NON È COSÌ BLA-BLA COME SI CREDE
Si credeva di aver raggiunto con il pontificato di Francesco l'apice di ciò che l Chiesa, uscita dall'ultimo concilio, potesse produrre. Ci si rende conto, con alcune produzioni pubblicate sotto il nuovo pontificato, che si rimane ora su quelle altezze.
Nel 2026, il mondo è immerso in un nichilismo pratico: nulla ha senso, tutto è relativo, l'umanità è ridotta a una macchina governata da algoritmi e logiche di ottimizzazione. Di fronte a questo vuoto spirituale, la Chiesa proclama valori nobili – dignità umana, fraternità, solidarietà – ma una domanda cruciale si pone: questi valori si fondano su Cristo e la trascendenza, o su un umanesimo ateo, svuotato del suo contenuto sovrannaturale?
Mentre Leo prega con Brandon Johnson, Salisburgo forma le parrocchie nella pastorale queer, Paglia ammette la riscrittura morale, e Roma minaccia l'SSPX, Trad Inc dice: rilassatevi.
I documenti del Sinodo sulla Sinodalità suonano più come un psicobabble nello stile di Kamala Harris, sovvertendo la dottrina cattolica e servendo come manuale per l'Anticristo.
«Le parole non sono solo bombe e proiettili – no, sono piccoli pacchetti di sentimento, delicatamente concepiti per influenzare la mente.» — Aldous Huxley
San Lucifero di Cagliari (IV secolo), vescovo sardo festeggiato il 20 maggio, difese con zelo la fede contro l'arianesimo. La Chiesa lo venera come confessore. Ma l'intransigenza di questo grande resistente causò conflitti con Sant'Athanasius e con Roma.
Le eresie sono come erbacce. Continuano a tornare. La questione è che ritornano in forme diverse. Nel quarto secolo l'Arianesimo era parte del grande dibattito sulla divinità di Cristo e quindi sulla definizione della Santissima Trinità.