La seguente intervista (tradotta dall’inglese con l’ausilio dell’IA e poi ritradotta in tedesco) l’ho concessa a Niwa Limbu (AdVaticanum), che dopo il mio ultimo articolo sul pontificato mi ha rivolto alcune ulteriori domande.
Il vescovo Robert Mutsaerts, vescovo ausiliare olandese della diocesi di ’s-Hertogenbosch, si è distinto per interventi pungenti poco favorevoli alla direzione «sinodalista» intrapresa da «Francesco» e poi da «Leone». Nel 2012, uscì dall’assemblea sinodale dichiarando: «Dio è al di fuori di questo vile processo sinodale». Nel 2026, ha ribadito la sua posizione con un testo denso e profondamente meditato, indirizzato direttamente a «papa» Leone. E qui sta il problema: perseverando nel riconoscere l’antipapa Leone come vero pontefice, mentre lo si critica, si finisce per rafforzarlo. Vescovo Mutsaerts — un piccolo sforzo in più, per favore!
C’è un passo del libro Gamma della Metafisica che si rilegge sempre con un sorriso poco caritatevole. Aristotele, stufo di quanti negavano il principio di non contraddizione, sentenzia che con loro non si può discutere: chi sostiene che qualcosa può essere e non essere nello stesso tempo e nel medesimo senso, dice, somiglia a una pianta. Non a uno stolto, nemmeno a un sofista: a un vegetale. A qualcuno piace pensare che venti secoli di teologia abbiano preso sul serio l’avvertimento. Dio non si contraddice, la verità non si contraddice, e una Chiesa assistita dallo Spirito non può insegnare il lunedì il contrario di ciò che ha insegnato, solennemente e universalmente, fino alla domenica sera. Tutto questo, naturalmente, era prima del 2 agosto 2018.
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Ebbene, chi ha preso di mira impietoso e duramente il povero vecchio don Abel? È stato forse un’organizzazione come Antifa? Un gruppo radicale LGBTQ? Il governo liberale?
Leone XIV atteso a Lourdes il 27 settembre, il rettore del Santuario di Lourdes conferma: «i mosaici della Basilica del Rosario saranno coperti per tutto il fine settimana»